Awana Gana: dal microfono alla spada, il viaggio del guru della Radio diventato Templare

Antonio Awana Gana Costantini Picardi, noto al grande pubblico semplicemente come Awana Gana, è una figura di spicco nel panorama internazionale della musica, della radio e dello spettacolo. 
Veneziano d'origine e monegasco d'adozione, ha costruito nel corso di oltre cinque decenni un curriculum versatile che spazia dalla radiofonia al palcoscenico, fino a ruoli istituzionali di rilievo nell’Ordine dei Templari.
Classe 1949, Awana Gana ha iniziato la sua straordinaria avventura professionale negli anni Sessanta come DJ e conduttore radiofonico. 
Nel 1972, approda a Radio Montecarlo, dove introduce format innovativi, una miscela che rivoluzionerà il modo di fare radio in Italia e non solo. 
Ancora oggi molti deejay e speaker citano le sue trasmissioni come punto di riferimento per stile e creatività.
Parallelamente alla carriera radiofonica, Awana Gana si cimenta con successo come musicista, cantante e interprete, dimostrando una padronanza del palcoscenico degna di un grande artista.
Oggi, a settantacinque anni, Awana Gana mantiene un ritmo creativo sorprendente: continua a condurre programmi radiofonici, a salire sul palco e a partecipare a incontri templare.
Infatti è anche un alto Dignitario dell’Ordine dei Templari, quello autentico, come ama precisare. 
Un percorso che unisce spirito di servizio, difesa della cristianità e ricerca interiore.

D. Awana Gana, lei può essere considerato a pieno titolo il padre del modo di fare radio nell’epoca moderna, il vero primo D.J. Come nasce la sua esperienza radiofonica?

R. Intanto grazie di concedermi questa intervista. 
la mia esperienza radiofonica è iniziata il millennio scorso; era il 1972 quando ricevetti a Parigi la convocazione di Radio Montecarlo. 
Premesso che nella vita la casualità non esiste, verso la primavera del 1972, di rientro dal Medio Oriente, incontrai a Milano Giovan Battista Battezzato - animatore con me nei villaggi turistici -, che mi consigliò di parlare con Anna Lena Alimentari, amica e manager del buon Herbert Pagani. Senza indugi l’ho contattata e mi diede l’indirizzo di Radio Montecarlo.
In quel periodo, creatore e direttore artistico della Radio era Noel Coutisson, grande personaggio. 
Dopo due giorni di provini, alla mattina del terzo mi disse: “Bene lei della sua vita faccia quello che vuole fino a lunedì alle 17:00, quando inizierà la diretta su Radio Montecarlo….”.
Con quella frase è iniziata la mia carriera a Radio Montecarlo, dovevo restare pochi mesi, forse un anno, invece sono rimasto vent’anni. 
Forse non ce ne rendevamo conto, ma io e i miei colleghi stavamo creando un modo nuovo di fare radio, un modo che ha preannunciato l’avvento delle radio private.

D. Lei è ancora in attività?

R. Negli anni ho fatto un po’ di tutto e continuo a farlo tra serate spettacoli, cinema, televisione e dischi.
Per quanto riguarda la televisione, la Rai mi propose il posto di Boncompagni a Disco Ring; insomma di danni ne ho fatti e continuo a farne, ma, come dico spesso, la radio resta nel DNA, per cui tanto lontano non ci posso stare. 
In effetti ho lavorato a “Non solo musica” via satellite, per RDS, che deve il suo nome al sottoscritto - sono io che ho cambiato il nome di Dimensione Suono Network in RDS -, per RTL 102.5 Best e poi da un anno e mezzo sono su Radio Stella, che fa parte del gruppo di Radio Bruno… Avanti dritti contro il vento.

D. Oltre alla radio, lei ha fatto anche televisione, cinema e spettacolo, ci può raccontare qualcosa?

R. Cerco di riassumere quello che ho fatto, che faccio e che forse farò nella mia vita artistica come un cronista perché “chi si loda si sbroda”.
Come dicevo prima ho fatto un po’ di tutto: oltre alla radio, nel 1980 come attore sono stato il protagonista del film "White Pop Jesus", dove ho avuto la fortuna di lavorare con Gianni Magni dei Gufi, con Stella Carnacina e con il grande Don Lurio, che curava le scenografie; ho lavorato con il grande amico e artista Lino Banfi in “Angelo il custode” ed anche in “Un posto al sole”. 
Per quanto riguarda la televisione, da ricordare “Un peu d’ amour d’ amitié et beaucoup de musique” su TMC - Telemontecarlo, insieme al grande Jocelyn, per non parlare poi dei collegamenti sulla Rai in “Domenica In” con l’indimenticabile Corrado Mantoni.
A seguire “Disco Ring” su Rai Uno il programma in Eurovisione “La Gondola d’ Oro” dal palazzo del cinema di Venezia.

D. Non solo artista, lei è anche un Templare, cosa vuol dire essere un Templare ai nostri giorni?

R. Come spesso dico, sono nato per complicarmi la vita.
Ebbene sì, sono un Cavaliere Templare dell’Ordine del V.E.O.S.P.S.S. 
Siamo l’unico ed il solo ordine originale discendente dal 1118.
Ci sono altre istituzioni ed associazioni che seguono la Regola di San Bernardo, ma sono altra cosa. 
Quando mi si chiede che cosa vuol dire essere Templare al giorno d’oggi, di solito di rimando chiedo che cosa significhi oggi essere medico o avvocato e che differenza può esserci tra un medico o un avvocato oggi rispetto al 1200, 1500, 1600…….. 
l tempi cambiano così il modo di essere.

D. Lei è un alto esponente dell’Ordine templare. Oggi ci sono tantissime organizzazioni che si rifanno al mondo templare. Come fare per scegliere il vero Ordine dei Templari?

R. Oggi si possano incontrare varie istituzioni od organizzazioni che si rifanno al mondo templare e devo ammettere che ci sia un po’ di confusione.
In coscienza bisogna ammettere ciò che si vuole e soprattutto non superficialmente. 
Invito chi è profondamente interessato a valutare altre istituzioni o organizzazioni, informarsi e poi visitare il nostro sito https://veospss.it/, sempre nel rispetto del libero arbitrio.

D. I Templari sono spesso associati alla massoneria. Cosa ci può dire in proposito?

R. Quella tra Templari e massoneria è una vecchia storia, c’è sempre stata una grande confusione, ma è giusto sapere che mentre noi esistiamo dal 1118, la massoneria esiste dal 1700, quindi se ci sono dei gesti o delle frasi comuni cerchiamo di capire chi possa avere imitato l’altro…. 
C’è del buono e del cattivo dappertutto, però restiamo due cose separate e spesso incompatibili, poi anche lì, se qualcuno ha voglia dovrebbe informarsi, cercare e dissipare le nebbie delle informazioni più o mano vere rispetto a quelle più o meno false. 
Credo sia anche importante  discernere da massoneria a massoneria, da logge a logge, da obbedienze a obbedienze.

Nicola Morelli








 

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