Dopo Papa Francesco: la Chiesa di fronte al momento della verità. La visione del Gran Priore dei Templari
Ne parliamo con il Gran Priore del Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonis - V.E.O.S.P.S.S. Fra Riccardo Bonsi.
D: Gran Priore, solo cinque giorni fa abbiamo parlato della crisi della Chiesa Cristiana e ora siamo qui a commentare la morte di Papa Francesco. Cosa ci vuol dire in merito?
R: Pur non avendo sempre condiviso alcune delle scelte compiute dal Santo Padre durante il suo pontificato, come fedele sento un profondo dolore per la sua scomparsa. Papa Francesco è stato una figura amata e riconosciuta in tutto il mondo per la sua umiltà, la sua capacità di comunicare in modo diretto e la sua vicinanza agli ultimi. Ha saputo parlare al cuore delle persone, anche al di là dei confini della Chiesa. Desidero esprimere il mio più sincero cordoglio anche a nome di tutto l’Ordine - per questa perdita che tocca profondamente non solo i cattolici, ma l’intera umanità.
D: Un vecchio detto dice “Morto un Papa se ne fa un altro”. Se è vero che nessuno è insostituibile, la morte del Santo Padre apre per la Chiesa un momento di grandi scelte. Già si sentono diverse voci sui possibili “papabili”, peraltro quasi mai eletti al Soglio Pontificio. Senza entrare nel merito del nome del futuro Pontefice, quali caratteristiche dovrà avere per lei il nuovo Papa?
R: Con la morte di Papa Francesco, si chiude un capitolo significativo, spesso discusso, della storia della Chiesa. Un tempo di luci e ombre, di aperture e tensioni, che ha segnato il cammino del popolo cristiano nel terzo millennio. Ora, la Chiesa di Cristo si trova di fronte a un momento decisivo, un’ora di discernimento: eleggere il successore di Pietro, colui che dovrà confermare i fratelli nella fede e guidare la barca di Cristo tra i marosi del nostro tempo. Il nuovo Papa dovrà essere un uomo scelto da Dio, dotato di qualità straordinarie, capace di affrontare con forza e mitezza le grandi sfide spirituali, culturali e morali della nostra epoca. Dovrà riprendere con forza il ruolo della Chiesa come guida morale e politica nel mondo, capace di parlare ai potenti con verità e senza compromessi, e di essere luce nei momenti bui delle Nazioni. La sua voce non potrà essere una tra le tante, ma dovrà risuonare come voce nel deserto, chiara, inconfondibile, capace di squarciare il silenzio assordante del mondo. Come San Giovanni Paolo II, dovrà gridare: "Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo! Non abbiate paura!", ponendo il Nome di Gesù al centro della storia e dei cuori. Dovrà essere fermo nella fede, roccia e custode dell’integrità del Vangelo, come lo fu Benedetto XVI, pastore-teologo, umile servitore della Verità. In un tempo dominato dal relativismo, dalle ideologie fluide, dal fascino ingannevole di teorie che annacquano la dottrina e svuotano la Croce, egli dovrà resistere saldo. Non dovrà cedere al richiamo delle mode culturali o ai venti impetuosi del pensiero woke, ma custodire gelosamente la fede in Cristo. Il nuovo Pontefice dovrà riaccendere il fuoco vivo della fede nei cuori, risvegliare l’anima assopita di tanti battezzati, infondere nei cristiani la gioia di appartenere a Cristo e il coraggio della testimonianza. Non un amministratore del consenso, ma un araldo del Regno.
D: Il Papa che tutti vorremmo, un Pontefice che sappia riportare i fedeli nelle Chiese. Cosa ne pensa?
R: In un’epoca che ha smarrito Dio, il nuovo Pontefice dovrà richiamare tutti alla conversione, alla centralità dell’Eucaristia, al cammino verso la santità, unica vera vocazione dell’uomo. Soprattutto, dovrà riportare la Chiesa nel cuore degli uomini, non con compromessi, accomodamenti o ammiccamenti al mondo, ma con la Verità che libera, con l’Amore che salva, con la Speranza che non delude. Non dovrà essere il Papa di tutti indistintamente, ma il Papa dei cristiani, padre e pastore del gregge di Cristo, segno visibile dell’unità nella Verità e nella Carità. Non uno che rincorre il mondo, ma uno che lo orienta al Cielo. Non uno che segue i venti del tempo, ma uno che mostra la via dell’eternità.
D. Cosa si auspica che accada nel prossimo Conclave?
R: Mi auguro che lo Spirito Santo illumini e guidi il Collegio dei Cardinali, affinché non si lascino condurre da calcoli umani, ma ascoltino il battito del Cuore di Dio. E perché, nel giorno stabilito dal Cielo, il nuovo successore di Pietro possa salire al Soglio con umiltà e fermezza, per essere, semplicemente, il PAPA, colui che parla nel Nome del Signore.
N. Morelli
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